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Stricchetti al Prezzemolo

E’ finita anche questa lunga estate del 2019, ho chiuso definitivamente la casa al mare, riposto costumi e parei, coperto con ampi lenzuoli letti e divani, messo al riparo la mia bicicletta che in estate è per me l’unico mezzo di trasporto… insomma tutto esattamente come ogni anno e, come ogni anno, con un velo di malinconia nel cuore per la consapevolezza di dover lasciare quella sensazione di libertà che mi pervade sempre quando sono in vacanza al mare!

L’ultimo pensiero prima di chiudere la porta di casa è rivolto alle piante, in particolar modo a quelle aromatiche: basilico, prezzemolo, maggiorana, timo, menta… ho un po’ di tutto, le pianto con cura all’inizio di giugno e in estate le utilizzo ogni giorno per profumare e insaporire i piatti che preparo.

Mi piange il cuore sapere che di lì a breve tempo le mie piante si ridurrebbero a un’ammasso di rami secchi, i vasi sono molto grandi e intrasportabili, così mi armo di forbici e raccolgo tutte le mie erbe aromatiche ed è anche un modo per portarmi in città un po’ di profumi dell’estate.

Quest’anno parte del basilico l’avevo già usato per preparare il pesto, però mi erano rimasti il timo, la menta e sopratutto una consistente produzione di prezzemolo… ma le idee erano già chiare per come utilizzare le mie profumatissime essenze: il timo, insieme al rosmarino e alla salvia per un sale aromatico, il basilico per i pomodori secchi sott’olio, mentre il prezzemolo, una volta tritato sarebbe finito in congelatore, tranne una piccola parte che avrei usato per preparare un primo piatto della tradizione bolognese: gli “stricchetti“.

A Bologna, ma anche in tutta l’Emilia Romagna la pasta all’uovo è sempre stata la base della cucina. Parecchi anni fa nelle case contadine, ma anche in quelle borghesi, tutte le mattine si impastavano farina e uova per fare la sfoglia e ricavarne il pranzo del mezzogiorno. Mio padre mi ha sempre raccontato che per lui era una grande gioia quando mia nonna rimaneva senza uova e lo mandava dal droghiere ad acquistare i maccheroni, che allora erano venduti sfusi …evidentemente non ne poteva più di tagliatelle!

I formati che le azdore producevano erano molteplici: le tagliatelle, i garganelli, i maltagliati per il brodo di fagioli, i quadrettini per quello di carne, i tortelloni con il ripieno di ricotta o con la zucca e per celebrare le festività quasi sempre i tortellini o le lasagne. In tutta questa descrizione vi starete chiedendo che cosa c’entrano gli stricchetti?… c’entrano, c’entrano!!

Nascono come recupero dei ritagli di sfoglia rimasti dalle varie lavorazioni: questi venivano stretti al centro poi lessati e conditi con il sugo che c’era a disposizione, anche solo con burro e pomodoro, e quasi sempre destinati ai bambini.

Il nome stricchetti proviene dal termine  dialettale “strichèr”che vuol dire stringere; sono praticamente gli antesignani delle farfalle industriali, facilissimi da fare, la prima preparazione che le nonne insegnavano alle nipoti : una volta tirata la sfoglia si ritagliavano delle striscie, poi dei quadrati, questi si stingevano al centro con il pollice e il medio…e il gioco era fatto, alla portata di tutti!

Gli stricchetti si possono preparare con la sfoglia gialla conditi con sugo di pomodoro o ragù di carne, oppure con la sfoglia verde conditi con piselli, prosciutto e, perchè no, un leggero velo di panna… ma a casa mia si facevano sempre con il prezzemolo!

All’impasto di farina e uova si aggiunge una bella manciata di prezzemolo tritato grossolanamente che conferisce alla pasta gialla un colore picchiettato di verde molto bello da vedere, mentre la lavorazione della pasta è rimasta uguale, esattamente come ai tempi di quando ero bambina.

Gli stricchetti al prezzemolo hanno una sapore fresco che si abbina benissimo a una salsa di pomodoro un pò piccantina, ma anche a un sugo di pesce.

Stricchetti al prezzemolo

Ingredienti per gli stricchetti (4 persone):

  • 200g farina 00
  • 30g semola di grano duro
  • 2 uova intere
  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 1 manciata di prezzemolo tritato grossolanamente

Impastare tutti gli ingredienti, lasciare riposare la pasta coperta con pellicola per almeno 15 min, poi tirare una sfoglia abbastanza sottile con il mattarello (si può tirare anche con la macchinetta fermandosi al penultimo spazio).

Ritagliare delle striscie lungo tutta la pasta larghe circa 4cm. poi ritagliare dei quadratini di 4×4; formare gli stricchetti con il pollice e il medio stringendo due lati verso il centro. Lessare in acqua bollente salata per un paio di minuti poi condire subito con il sugo.

Sugo di scalogno e pomodoro

  • 1 scalogno grosso
  • 500g passata rustica di pomodoro
  • 10 pomodorini datterini
  • olio evo, sale, pepe, peperoncino

Tritare lo scalogno in olio evo, aggingere la passata di pomodoro, il sale, il pepe e il peperoncino, lasciare cuocere per una mezz’ora e quasi a fine cottura aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti piccoli.

Condire gli stricchetti al prezzemolo con il sugo di pomodoro, un filo di olio evo e parmigiano.

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