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Fricò di Verdure

Parecchi anni fa quando la domenica sera si rientrava a Bologna dopo aver trascorso il fine settimana nella nostra casa al mare, c’erano sempre delle code pazzesche sulla statale Romea per raggiungere Ravenna, così mio marito deviava l’auto verso l’entroterra facendo una miriade di stradine che attraversavano una miriade di paesini pensando di accorciare i tempi, ma soprattutto perchè sapeva benissimo che i bambini dopo pochi minuti avrebbero cominciato a chiedere: “Papà, ci fermiamo dal piadinaro?”.

In una di queste frazioni sperdute fra Sant’Alberto e Alfonsine avevamo scoperto casualmente un chiosco di piadine dove le facevano buonissime. Intorno al chiosco, all’ombra di grandi alberi, c’erano dei tavoli in legno, piccoli e anche un po’ malmessi che accoglievano i numerosi clienti, ma sopratutto nell’aria c’era un profumo unico e irresistibile: quello della piada romagnola!!

Nel chiosco l’organizzazione era perfetta: il marito segnava le ordinazioni su un quaderno con grande attenzione, poi perentorio e con cipiglio severo le passava verbalmente alla moglie e alla cognata che dietro di lui eseguivano tutta la produzione. Quando le “azdore” avevano finito e le piade erano pronte da servire belle calde e profumate, immancabile era la domanda: “Ci vuole anche un po’ di fricò?”. Mio figlio più piccolo non lo lasciava neanche finire e rispondeva subito: “Sì, io sì!”.

Sopra al piccolo banco di servizio c’era un tegame di terracotta colmo di una caponata fredda di verdure dell’orto che i romagnoli chiamano fricò: melanzane, peperoni, zucchine, cipolla e pomodoro, il tutto tagliato a piccoli dadini: una leccornia irresistibile che completava la già superfarcita piadina.

Oggi non so nemmeno più se quel chiosco c’è ancora… i miei figli non vengono più con noi al mare, ci raggiungono solo per qualche fine settimana, ma il ricordo del fricò e di quelle piadine resterà indelebile per tutti!

Note storiche

La parola “fricò” abbreviazione di “friccandò” indica un’insieme di verdure, carni e patate tagliate a pezzetti e cotte in umido. Il termine “friccandò” deriva dal francese “fricandeau” e si riferisce a carne di vitello rosolata con erbe aromatiche e cotta nel suo sugo.

Ingredienti:

  • 2 melanzane
  • 1 peperone giallo
  • 1 peperone rosso
  • 2 cipolle grandi di Tropea
  • 4 zucchine
  • 20 pomodori datterini
  • frutti di cappero
  • olive nere
  • olio evo, sale, pepe, aceto
  • basilico

Preparazione:

Tagliare a dadini tutte le verdure (esclusi i pomodori) senza mischiarle, soffriggere un tipo alla volta in una padella ben calda lasciandole croccanti, a fine cottura spruzzare ogni tipo di verdura con un cucchiaio di aceto tenendo alta la fiamma.

Mescolare in una zuppiera tutte le verdure, aggiungere i pomodorini a dadini, qualche oliva, i frutti di cappero e alcune foglie di basilico.

Lasciare riposare e servire a temperatura ambiente o fredda.

 

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