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Confettura di Uva Fragola

In questo periodo dell’anno si riesce a trovare, non senza qualche difficoltà, l’uva fragola: è un’uva nera dagli acini tondi e molto scuri con un sapore dolcissimo e un profumo molto intenso, inebriante che ricorda vagamente le fragole.

A me è sempre piaciuta moltissimo anche se non è molto adatta per essere mangiata come uva da tavola per via della buccia grossa e dei grandi semi all’interno dell’acino, così da parecchi anni ho optato per utilizzarla in una confettura che preservi il più possibile il profumo e il sapore di questa meravigliosa uva nera.

Cenni Storici

Sapore dolce e profumo intenso sono le due caratteristiche principali dell’uva fragola, varietà di uva da tavola e da vino originaria degli Stati Uniti, coltivata anche nel nostro paese, soprattutto nelle regioni settentrionali.

Importata da Oltreoceano nella prima metà dell’ottocento, ai tempi dell’epidemia di fillossera, che in Europa distrusse a più riprese quasi tutti i vigneti. L’uva fragola si chiama in questo modo proprio perchè il suo profumo ricorda molto quello del frutto rosso; le sue piante hanno grandi foglie opache e leggermente pelose, mentre i grappoli hanno acini di media grandezza, molto ravvicinati.

Di quest’uva, derivante dalla Vitis Labrusca, esistono diverse varietà, tutte molto zuccherine, ricche di sodio, potassio e soprattutto di vitamine A e C.

Fragolino, il vino della discordia e dei ricordi

L’uva fragola è sostanzialmente un’uva da vino, molto resistente alle basse temperature e questo spiega la sua diffusione nelle vallate alpine in particolar modo in Svizzera e nel nord Italia, ne deriva un vino rosso molto profumato: il Fragolino.

Purtroppo questo vino dolce e aromatico si può produrre solo per un consumo privato a causa di un decreto legislativo che risale al 1931: ai tempi dell’epidemia della fillossera questo vitigno d’importazione si era largamente diffuso in tutti i territori del Nord Europa, così diversi paesi tra cui l’Italia decisero di salvaguardare i propri vini, ben più pregiati, vietandone la coltivazione.

In Friuli e in Emilia Romagna si produceva un vino chiamato Clinto o Clinton prodotto dai vitigni dell’uva fragola: io ne ho un ricordo chiarissimo che mi viene dall’infanzia. Quando i miei zii friulani ci aprivano una bottiglia di quel vino ne sgorgava un nettare scurissimo, dolce e profumato che tingeva il bicchiere e la bocca …e non in maniera metaforica!!!

Sarà stato anche un vino greve, poco raffinato… ma che sapore! Mai più bevuto niente di simile e, ripensandoci, forse è proprio da quell’imprinting che mi è rimasta questa passione per l’uva fragola!

Confettura di Uva Fragola

Nel corso degli anni ho preparato tante volte questa confettura usando sempre lo zucchero semolato, poi ho scoperto un tipo di zucchero addizionato di pectina, che è perfetto per questa preparazione, perchè consente una bollitura brevissima che non altera minimamente il sapore e la consistenza del prodotto. Si chiama: Zucchero gelificante 2:1 della Sudzucker (è dosato di pectina in maniera perfetta lo trovo alla Esselunga).

Ingredienti:

1,600kg uva fragola già sgranata

500gr zucchero gelificante (oppure 500gr di zucchero semolato e pectina 2:1)

Preparazione:

Lavare molto bene gli acini dell’uva, poi metterli in una casseruola di acciaio con lo zucchero, portare a bollore a fuoco vivace, poi lasciare cuocere per 10 min.

Ancora calda passare l’uva al passaverdura spremendo bene anche tutte le bucce, devono rimanere solo i semi. Invasare bollente nei vasi sterilizzati, tapparli e tenerli capovolti sino al raffreddamento.

Io la conservo in frigorifero così sono certa che il profumo, il sapore e il colore di questa confettura restano inalterati per tantissimo tempo.

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