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Comacchio, i suoi Marinati e le mie Alici Marinate

Comacchio

Comacchio è la città più affascinante e originale del Delta del Po, la più interessante sia dal punto di vista storico che paesaggistico. Erede dell’antica città Etrusca di Spina ha origini antichissime che risalgono a circa 2000 anni fa.

Ancor oggi Comacchio è una città lagunare che incanta grazie al suo centro storico che conserva intatto il suo aspetto originario, si presenta come un fitto dedalo di canali, con piccoli ponti che collegano i diversi angoli della città e antiche case a schiera dalle tinte pastello. Particolare e molto suggestivo è passeggiare fra i suoi vicoli stretti e le stradine che si affacciano sull’acqua… in autunno quando tutto è avvolto da una fitta bruma è ancora più bello!

Trepponti

Fra i suoi monumenti emergono l’inconfondibile Trepponti  con le sue imponenti scalinate, il seicentesco Duomo di San Cassiano, l’elegante Palazzo Bellini, l’Ospedale degli Infermi, oggi sede del Museo del Delta Antico, il Ponte degli Sbirri e la Manifattura dei Marinati, un luogo unico: un’antica fabbrica adibita alla cottura e marinatura dell’anguilla tuttora in funzione in alcuni mesi dell’anno.

Proprio come a Venezia, ma ovviamente in un contesto molto più modesto, si può fare un giro per i suoi canali sulle tradizionale Batane, piccole imbarcazioni a chiglia piatta che fino a qualche decennio fa costituivano il normale mezzo di trasporto per gli abitanti.

Palazzo Bellini
Ospedale degli Infermi
Ospedale degli Infermi
Trepponti visto dal Ponte degli Sbirri
Loggia del Grano
Ponte degli Sbirri
Ospedale degli Infermi
Loggiato dei Cappuccini

La Manifattura Dei Marinati

Loggiato dei Cappuccini

La manifattura dei Marinati è una fabbrica, ma anche un museo che raccoglie la tradizione e la cultura di Comacchio, città che da sempre ha uno stretto legame con le sue Valli e con la pesca dell’anguilla.

Sala dei fuochi

Nel periodo autunnale è possibile vedere l’intero ciclo di lavorazione di acciughe, aquadelle e sopratutto anguille: la preparazione prevede quattro fasi principali: il taglio e la spiedatura del pesce, la cottura, fatta nella bellissima sala dei fuochi, la marinatura in aceto e il confezionamento nelle scatole di latta.

Sala Dei Fuochi

La sua realizzazione risale agli inizi del 1900, è connotata da dodici grandi camini, disposti uno accanto all’altro e intervallati da nicchie, dove le anguille vengono infilate in enormi spiedi e cotte all’interno dei camini con la brace viva.

Sala dei fuochi
La calata

E’ principalmente una banchina di approdo per la consegna del pescato, anticamente in questo locale era scaricato il pesce destinato alla lavorazione, dove veniva selezionato per pezzatura.

Sala Degli Aceti

Nel 1800 la concia per conservare il pesce era preparata in una tinozza munita di rubinetto utile alla spillatura. La mistura di aceto e sale veniva emulsionata con una paletta e quando si stabiliva la perfetta preparazione, questa veniva utilizzata per la marinatura di aquadelle e anguille. Nel secolo successivo la preparazione della salamoia è stata effettuata in botti e tini di diversa forma e capacità.

L’anguilla Marinata di Comacchio è riconosciuta come Presidio Slow Food. Al book-shop della Manifattura e nei vari negozi e pescherie della città è possibile aquistare le bellissime scatole di latta contenenti l’Anguilla Marinata tradizionale delle Valli di Comacchio, l’Aquadella Marinata e l’ Acciuga Marinata.

Bookshop

Le mie Alici Marinate

Ingredienti:

  • 1kg di alici spinate e già abbattute per almeno 3 giorni
  • 200ml aceto di ottima qualità
  • 2 limoni
  • sale grosso
  • pepe di Sichuan
  • timo, origano fresco, olio evo

Preparazione:

Spinare le alici e metterle a strati in un ampio contenitore aggiungendo a ogni strato sale grosso, aceto, succo di limone, erbe aromatiche fresche e bacche di pepe di Sichuan.

Lasciare riposare in frigorifero per mezza giornata.

Scolare tutto il liquido e tamponare i filetti di pesce con carta scottex.

Mettere i filetti di alice ben distesi in un contenitore di vetro o di ceramica, irrorando ogni strato con olio evo e erbe aromatiche. Si conservano in frigo per qualche giorno

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